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Novembre 2009

Su Facebook con gli amici e con....mamma, papà, il professore, il capo: come fare?

November 19, 2009 di prof.ssa C. Allegra   Commenti (2)

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web 2.0, tecnologie

imageOh no! Tua mamma si è appena iscritta a Facebook e ciò che è peggio, vuole essere tua amica!

Sempre più persone si trovano in questa situazione oggi, siete sicuri di sapere cosa fare?

Fare amicizia con mamma e papà, col professore col capo o altri colleghi di lavoro, apre loro i dettagli della vostra vita privata - e non sempre ciò è fattibile. Cosa fare?

Il grande dubbio: devo far vedere tutto ciò che è on-line?

È ancora oggetto di discussione sulla quantità di informazioni personali, che si dovrebbero condividere con gli altri, del profilo Facebook. Alcuni sostengono che 'il tempo di nascondersi dietro le nostre maschere è finito'.  Se siamo professionisti, buoni dipendenti sul posto di lavoro e  buoni figli e figlie a casa, non dovrebbe importare tanto se un amico ci tagga in una foto che ci mostra con una birra in mano alla festa di fine settimana! Il fatto è che ognuno di noi ha una vita personale a prescindere da chi la vede.

Altri direbbero che queste sono proprio il tipo di foto che  rendono pericoloso l'uso online delle reti sociali come Facebook o delle reti personali e business networking.  "Essere amico del boss,  è troppo rischioso", potrebbero sostenere!

Condivisione di alcune cose, non di altre.

Il problema  reale però, non è nè bianco nè nero. Può andare bene far vedere ai colleghi alcune delle vostre foto Facebook (come quelle della conferenza a cui avete partecipato), ma non altre (come quelle delle vacanze). Si può anche essere un po' a disagio far leggere al boss o al professore,  il post appena inserito; soprattutto se i vostri amici, a volte, hanno uno strano senso dell' umorismo...

Se non siete ancora pronti per esporre tutto di voi a chi chiede di essere vostro amico online, è tempo di imparare a utilizzare gli elenchi di amici di Facebook.

Più di un anno fa, Facebook ha lanciato una nuova funzionalità denominata "Liste di amici". Con le liste, è possibile creare gruppi di amici su Facebook, separando così la famiglia, i colleghi, i conoscenti dagli amici più stretti. E' semplice da usare, ma è sicuramente una caratteristica sottoutilizzata.

In realtà, la maggior parte delle persone che trascorrono le loro giornate su Facebook, sembrano non preoccuparsi di chi sta vedendo quello che stanno facendo ...finché non è troppo tardi.

Ma ora, visto che anche le più vecchie generazioni stanno andando online ed entrano nelle reti sociali, il problema "Devo far amicizia e condividere tutto anche con mamma / papà / Boss/Prof/conoscente?"  sta diventando sempre più diffuso.

Come utilizzare le liste di amici

Per iniziare a lavorare con le liste di Facebook, è necessario prima costruirne una. È possibile eseguire questa operazione dalla pagina degli amici. ("Click"  su Amici nella barra blu in alto). Sul lato sinistro della pagina, fare clic sul pulsante "Crea un nuovo elenco."  Dare un titolo, ad esempio 'colleghi' o 'familiari'.

new_fb_list.png Ora avrete la possibilità di aggiungere i vostri amici alla lista. È possibile iniziare a digitare i nomi uno per uno o cliccare su "Seleziona più amici" per aggiungere più persone alla lista tutti in una volta. (Per aggiungere gli amici, è sufficiente fare clic sulla loro foto.) Quando avrete finito, fare clic su "Salva" Lista (pulsante in basso).add_friends_to_fb_list.png

Una volta che avete creato alcune liste, è il momento di capire chi può vedere cosa. Per modificare le impostazioni della privacy, andate a "Impostazioni" in alto a destra dello schermo accanto alla casella di ricerca. Quando si passa il mouse sopra il link, vedrete comparire un menu, fare clic su "Privacy Settings" in questo menu. Nella pagina seguente, fare clic su "Profilo", la scelta in alto nella lista di opzioni.

Sulla pagina di privacy del profilo, si ha la possibilità di personalizzare esattamente chi deve vedere e che cosa. È possibile modificare le seguenti aree: Profile, Basic Info, Personal Info, Status aggiornamenti, foto Tagged of You, Video Tagged di voi, amici, Wall Posts, l'istruzione Info, Info e lavoro. Se non siete sicuri su cosa sono queste cose , fare clic su "?" accanto alla voce e  leggere la definizione.

fb_privacy_page.png

Usando il drop-down box, è possibile personalizzare chi viene per vedere le vostre info: "Solo amici", "amici di amici" o "La mia rete di amici". Per bloccare il vostro profilo solo ad amici, è possibile impostare tutte queste a "solo amici". Ma dal momento che ora avete creato gli elenchi specializzati, ti consigliamo di utilizzare questi.

Per fare ciò, scegliere la quarta opzione dal menu a discesa: "Personalizza". Da qui, è possibile aggiungere gli elenchi di persone che non dovrebbero essere in grado di vedere questa parte del tuo profilo. Ad esempio, se si vuole bloccare l'elenco dei colleghi di lavoro o della vostra famiglia di vedere gli aggiornamenti di stato, si può fare da qui - basta digitare il nome della lista nella casella "Tranne queste persone" e salvare le modifiche.

Nota: è possibile anche bloccare certe persone individualmente semplicemente digitando i loro nomi, ma dato il sempre crescente numero di utenti di Facebook, probabilmente, alla fine, avrai bisogno  di un Elenco di amici. Si consiglia di cogliere al volo questa opportunità e creare gli elenchi ora invece di trattare tutti allo stesso modo. 

status_updates.png

Dopo aver salvato le modifiche, il gioco è fatto. Avrete indietro la tua privacy  senza dover cambiare il modo, voi e i vostri amici, di usare Facebook. Ovviamente, tenere a mente che nulla è infallibile - gli hacker possono accedere al tuo conto, riuscendo a indovinare la tua password .... quindi forse non si dovrebbe usare il nome del vostro cane, la data di nascita o la targa dell'automobile...

Quando gli elenchi sono finalmente a posto, è possibile assegnare i nuovi amici alle liste create nel momento in cui  accettiamo la loro richiesta di amicizia - basta dare uno sguardo all'opzione "Aggiungi un amico alla lista" prima di fare clic su "Accetto".

Può sembrare un po' di lavoro in più, ma ne avrete benefici dopo ...

Il futuro dell'apprendimento

November 4, 2009 di prof.ssa C. Allegra   Commenti (0)

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Mentre un tempo le tecnologie per l'educazione erano limitate e bisognava inventarne di nuove per migliorare i processi di apprendimento, adesso si tratta quasi esclusivamente di scegliere che cosa vogliamo fare con le tecnologie già esistenti.

Il video che segue ci mostra proprio come le tecnologie possono assecondare tutte le esigenze di apprendimento (dal giovane aspirante batterista all'esperto professore universitario) e come in futuro l'apprendimento sarà sempre più personalizzabile sulle esigenze del singolo:

Il futuro dell'apprendimento è legato quindi alle tecnologie, anche a quelle (come i social network) che consentono lo scambio di punti di vista, esperienze, lavori e file tra pari: si parla infatti sempre di più di social learning.

Elgg è probabilmente la migliore piattaforma di social learning, utilizzata anche in alcune università italiane (l'implementazione più nota è LTEver). Chi è interessato ad Elgg, adesso ha a disposizione un blog interamente dedicato ad esso, curato da Jane Hart.

I social networks, nuovi strumenti per la didattica

November 2, 2009 di prof.ssa C. Allegra   Commenti (0)

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didattica, web 2.0, tecnologie

In questo articolo si vuole fornire una breve panoramica sugli utilizzi in ambito didattico degli strumenti del web 2.0 e per portare qualche esempio di  applicazione concreta incontrata navigando in rete.

La ragione per cui i social networks si presentano adatti all’applicazione nell’insegnamento dipende da alcuni elementi tipici da cui sono caratterizzati come: la condivisione, la collaborazione e l’interattività.

La condivisione del sapere è un aspetto che può aprire nuovi orizzonti nel campo della formazione e che deve essere inteso in senso ampio come condivisione, sia di materiale che di opinioni, all’interno di una classe, di un  gruppo di lavoro ma anche  di una scuola  o addirittura tra istituti diversi o con persone e organizzazioni esterne alla scuola.

La collaborazione, è un aspetto ormai tipico anche della didattica tradizionale, i docenti spesso invitano gli studenti a creare team di lavoro e gruppi di studio per favorire il confronto tra i discenti, perché possano valutare il proprio grado di apprendimento grazie al confronto con gli altri e migliorare le proprie conoscenze. Il web 2.0 mette a disposizione soluzioni tecnologiche anche gratuite che consentono esperienze di lavoro collaborativo molto avanzate, come ad esempio i “wiki”.

Un’altra caratteristica dei social networks  sono l’interattività e la multimedialità, aspetti  che possono fornire un’alternativa alle lezioni frontali classiche ed essere utili nell’insegnamento nelle scuole elementari e medie per aumentare la partecipazione e la curiosità della classe.

Ecco alcuni strumenti con esempi di loro applicazioni in ambito didattico:

Blog

Un blog è una sorta di diario online, il termine è la contrazione di web-log, ovvero “traccia su rete”. E’ facile da usare, non necessitando di competenze tecniche particolari.  La sua struttura, infatti, è costituita di solito da un programma di pubblicazione guidata che consente la creazione di pagine web.
Sono diversi i tipi di usi che i blog possono avere nella didattica:

  •   il blog potrebbe rappresentare “un completamento e un complemento” della lezione in aula. I ragazzi si possono invitare a partecipare (e non obbligati, la partecipazione è facoltativa) a contribuire scrivendo i riassunti delle lezioni, condividendo materiali di approfondimento e inoltre a esprimere pareri sulla lezione e sugli argomenti trattati (diventa quindi anche un modo per controllare il grado di soddisfazione della classe), oltre che essere utilizzato come efficace strumento per le comunicazioni di servizio agli studenti riguardanti orari e corsi:
  • Un altro esempio potrebbe essere la realizzazione di un blog da parte degli studenti, con l’aiuto degli insegnanti, in cui i ragazzi raccolgono brevi recensioni dei libri che hanno letto, che vengono così  lette e commentate dai compagni.
    In questo modo la visibilità del blog diventa uno stimolo per i ragazzi a scrivere una buona recensione, oltre ad essere un’attività per avvicinare i ragazzi al mondo della lettura.

Wiki

Un wiki è un sito (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che può essere modificato dai suoi utilizzatori, lo scopo è quello di condividere, scambiare immagazzinare e ottimizzare la conoscenza in modo collaborativo.
Una spiegazione molte efficace del concetto è il video
“wiki in plain english” realizzato da commoncraft (in lingua inglese).
L’esempio più celebre di wiki è wikipedia, l’enciclopedia online, a cui è possibile contribuire inserendo nuove voci o integrando quelle già esistenti.
Uno strumento per realizzare un wiki in pochi click gratuito è
wikispaces una raccolta dei possibili usi a scuola di un wiki invece potete trovarla in duepuntozero un wiki  in cui si raccontano come inserire nella didattica gli strumenti di collaborazione online.

Twitter

Twitter e’ un servizio di microblogging in che consente la realizzazione di una pagina che è possibile aggiornare con post di al massimo di 140 caratteri, una forma di blogging molto leggera ed essenziale che può essere sfruttata per segnalare ai ragazzi le scadenze e i compiti. Un’altra forma di utilizzo di twitter può essere la creazione di una pagina personale in cui ogni studente può tenere brevi appunti o segnalare le opinioni  sulle lezioni e fornire quindi un feedback per il docente.

Questo sito, mette a disposizione dei docenti e degli alunni questi e altri strumenti.

Questi sono ovviamente solo alcuni degli strumenti che la rete mette a disposizione, ne parleremo ancora in altri articoli e all'interno del gruppo 'Come usare SchoolBook'

La scuola e il web 2.0

November 1, 2009 di prof.ssa C. Allegra   Commenti (0)

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Le grandi aziende sembrano avere individuato nel web 2.0 un nuovo strumento di promozione e comunicazione per il proprio business come dimostrato dal crescente numero di campagne di marketing che sfruttano i social network per comunicare con la clientela e diffondere il brand.

Ben diversamente invece si sta evolvendo il rapporto tra queste nuove tecnologie e il mondo della scuola. Un’osservazione confermata dal tipo di attenzione che l’accoppiata scuola/internet per ora trova sui mass media: se ne sente parlare principalmente in occasione della pubblicazione di video su Youtube di episodi di bullismo e marachelle scolastiche più o meno gravi e non mancano accuse, da parte della classe insegnante, che giudicano negativo l’impatto che hanno google e wikipedia sul metodo di studio (troppi copia-incolla e troppo facile reperire temi già svolti e versioni di latino già tradotte).

E così per ora Youtube, blog e Myspace sono sovente additati come un strumento pericoloso nelle mani dei giovani, a cui in qualche modo si dovrà regolamentare e limitare l’accesso.

Le riflessioni su come i social networks (youtube, flickr, delicious, blog, twitter etc…) possano essere utilizzati e inseriti nella didattica sono piuttosto rare o comunque non trovano molta accoglienza sui principali mezzi di informazione.
Sembrerebbe quasi che questi strumenti non abbiano nulla da offrire alla scuola per ora, eppure diverse importanti istituzioni culturali hanno già iniziato ad utilizzarli, e con buoni risultati.

L’università di Berkeley, ad esempio, ha deciso di utilizzare YouTube per pubblicare online molte delle sue lezioni (all’indirizzo it.youtube.com/ucberkeley), un’iniziativa che si traduce nella possibilità per chiunque di seguire, gratuitamente e da casa propria, i corsi di una delle università più importanti nel mondo.
Il MIT, l'Università più quotata al mondo (vanta la più alta concentrazione di premi Nobel, Lasker, Turing, Gairdner), invece cura il blog all’indirizzo www.mitadmissions.org: si tratta del blog ufficiale che viene redatto dagli stessi studenti, che forniscono informazioni di prima mano sulle matricole che intendono accedere al prestigioso ateneo.

Non si tratta tuttavia di iniziative alla portata solo delle più prestigiose università al mondo, perché realizzare un blog oppure un canale Youtube è completamente gratuito e anche piuttosto semplice (per realizzare un blog con la piattaforma blogger bastano una decina di minuti e si può immediatamente iniziare a scrivere e pubblicare i propri post).

Allora perché non possiamo pensare ad una scuola che invita i ragazzi, dopo una gita d’istruzione, a raccogliere le foto scattate su un account Flickr (la più frequentata piattaforma di photo-sharing al mondo) magari impegnando ogni studente a scrivere didascalie per i propri scatti? Oppure a una maestra elementare che per spiegare la geografia usa Google Earth (tool di Google che consente di osservare il globo terrestre tramite foto satellitari)? O un account Twitter, (un diffuso servizio di micro-blogging) curato dal corpo insegnante a cui i ragazzi possono abbonarsi e ricevere aggiornamenti su compiti e scadenze?

Le possibilità sono molteplici e i ragazzi frequentano il web, quello che manca per ora sono le iniziative da parte della scuola e un approccio che invece di criminalizzare, proponga ai ragazzi un uso del web diverso, utile e formativo.

Questi sono alcuni dei motivi per cui è stato creato ScoolBook il socialnetwork della scuola